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Auchan Box: in Francia l’Adsl a 100 Mbit a soli 16,99 euro
9 feb
Vi piacerebbe una connessione veloce ed economica? Bene, probabilmente è il sogno di molti di noi, ma per il momento dovremmo accontentarci dei soliti 7 Mbit o poco più per chi ha la fortuna di vivere in zone coperte dalla fibra ottica. Diversa però la situazione in Francia. Dal 24 febbraio 2010 Auchan Telecom (già operatore mobile virtuale – come anche in Italia – con oltre 300mila clienti) lancerà la sua nuova offerta di telefonia fissa Voip e Adsl ad alta velocità. Grazie all’accordo con l’operatore Numericable, Auchan potrà offrire connessione a 100 Mbit (si avete letto bene, 100!) più telefonia fissa Voip a soli 16,99 euro al mese. Per chi invece volesse l’offerta completa (Triple Play) che comprende anche la tv, potrà avere a disposizione oltre 115 canali a soli 24,99 euro al mese. L’Auchan Box sarà dunque disponibile nei prossimi giorni sugli scaffali di oltre 72 ipermercati Auchan in Francia. A noi Italiani non resta che rimanere a guardare.. e pagare una connessione 10 volte più lenta molto di più.

Il divario digitale in Europa. L’Italia e la Banda Stretta
6 nov
Più che Banda Larga possiamo definirla Banda Stretta, anzi strettissima. In Italia la situazione è veramente da terzo mondo.. dove le famiglie collegate ad internet via “Broadband” sono meno del 40% e a dirlo non è qualche blogger impazzito, ma dati ufficiali della Commissione Europea. I dettagli e i confronti nella tabella qui di seguito (cliccarci sopra per ingrandire l’immagine) parlano da soli e sono molto chiari.. inutile ogni ulteriore commento..
Tiscali UK venduta a Carphone Warehouse per 255,5 mln di sterline
8 mag
Qualcuno l’ha considerata una quasi svendita (e a dirla tutta, rispetto alle proposte dello scorso anno il pensiero viene a molti).. di fatto Tiscali UK è stata definitivamente venduta: l’annuncio è di oggi. Tiscali ha reso noto che il proprio Consiglio di Amministrazione ha approvato la cessione per cassa del 100% delle azioni di Tiscali UK a Carphone Warehouse Group, per un ammontare complessivo di 255,5 milioni di sterline (di cui circa 20 milioni di sterline costituiti dall’assunzione di taluni debiti finanziari). Il perfezionamento dell’operazione è soggetto alle consuete approvazioni regolamentari e alla finalizzazione degli accordi di ristrutturazione del debito complessivo del Gruppo. Non resta che sperare che le attività italiane possano godere di un ottimo piano industriale per il futuro..
Banda Larga per tutti? Ecco la soluzione Australiana!
8 apr
In Italia ancora non sappiamo come il Governo voglia muoversi sul fronte della connettività a banda larga usufruibile da tutti.. ma c’è chi invece dall’altra parte del pianeta le idee sembra averle ben chiare e il progetto merita seria attenzione.. Ecco la notizia: ‘Il governo australiano formerà una società mista con quota pubblica di maggioranza, per costruire e operare una rete nazionale a banda larga, estesa alle località più remote del paese. Lo ha annunciato oggi il premier laburista Kevin Rudd, dopo aver respinto come irregolari o non competitive le offerte di società private, fra cui il colosso Telstra, nella gara di appalto indetta lo scorso anno. La società mista investirà l’equivalente di 21,5 miliardi di euro in otto anni per costruire la rete nazionale, con un investimento iniziale pari a 2,35 miliardi di euro. Il governo venderà la sua quota di maggioranza dopo 5 anni, quando il network sarà pienamente operativo. “E’ il più grande progetto di infrastruttura nella storia del Paese, diretto all’interesse di lungo termine della nazione”, ha detto Rudd, che aveva incluso il servizio fra le principali promesse della campagna elettorale vinta poco più di un anno fa. L’Australia ha servizi di internet più lenti e costosi di altri paesi avanzati, e il progetto incontrerà difficoltà a causa delle grandi distanze e del terreno inospitale. Dovrà connettere il 90% delle case con velocità fino a 100 megabit al secondo, e il 10% a 12 megabit al secondo’. Se qualcuno in Italia non ha ancora le idee ben chiare su cosa fare, beh.. ora qui ha uno spunto in più a cui “ispirarsi”..
E l’Agcom dice sì: aumenta il canone per i concorrenti di Telecom Italia
24 mar
L’Agcom ha approvato oggi le due offerte di Telecom Italia per i servizi di unbundling e di accesso alla banda larga (ovvero i prezzi all’ingrosso che l’operatore fa pagare ai concorrenti per l’affitto delle propria rete) a decorrere dallo scorso gennaio. Lo rende noto un comunicato dell’Agcom, la cui decisione ha immediatamente attirato le critiche – più che giustificate – degli altri operatori telefonici, che sostengono che in questo modo ci sarà un ritorno al monopolio. I principali operatori concorrenti di Telecom Italia sulla rete fissa, ossia Fastweb, Vodafone, Tele2, Wind e BT, hanno ribadito in un comunicato “la netta contrarietà” alla decisione dell’Agcom, che “ha modificato la policy che aveva contraddistinto negli ultimi anni, peraltro con successo, il suo intervento volto all’apertura alla concorrenza del mercato della telefonia fissa .. L’incremento dei costi deciso rende non più conveniente il ricorso all’unbundling ed interrompe quindi i programmi di investimento degli operatori alternativi nelle aree del Paese ad oggi ancora non coperte direttamente”, spiegano gli operatori in una nota congiunta, sottolineando che l’aumento del canone “comporta un prospettico e forte arretramento del livello della concorrenza, innalza indebitamente i costi degli operatori concorrenti di Telecom Italia favorendo la creazione di ingiustificati margini di profitto per l’operatore ex-monopolista, disincentiva gli investimenti nella rete di nuova generazione da parte della stessa Telecom Italia e riduce significativamente le risorse a disposizione degli operatori alternativi per investimenti nella rete”. Gli operatori si scagliano anche contro la decisione di far decorrere l’aumento nell’unbundling dal primo gennaio scorso e non dal primo marzo, come invece aveva annunciato in precedenza l’Agcom. Forse l’allarme lanciato dagli operatori alternativi con il citato rischio di un ritorno al monopolio non è totalmente da escludere. Un Authority unica europea forse sarebbe l’unica soluzione per riuscire ad avere reale indipendenza e operatività rispetto a quella italiana.
In Spagna gli operatori alternativi investono sulla fibra ottica..
7 mar
.. e il proseguimento di questo titolo potrebbe essere “..e in Italia stiamo a guardare”! In Spagna gli operatori telefonici alternativi hanno deciso di unire le forze per contrastare Telefonica (la nostra Telecom Italia per intenderci). Dopo la decisione della Cmt (Comision de mercado de telecomunicaciones) che non obbliga l’incumbent ad aprire la sua rete in fibra ai concorrenti, Vodafone, Orange e Jazztel hanno deciso di lanciare un piano di investimenti comuni per favorire lo sviluppo dell’infrastruttura in fibra su tutto il territorio spagnolo. A renderlo noto il Ceo di Orange Spagna, Jean-Marc Vignolles che in un’intervista pubblicata sulla rivista ”Cinco dias” ha annunciato che ‘’sono state avviate discussioni preliminari” con Vodafone, Jazztel e altri operatori alternativi per avviare una strategia comune per la rete in fibra ottica, un progetto che per essere lanciato necessita di uno sforzo comune”. Complimenti per la lodevole iniziativa dei concorrenti dell’ex monopolista Telefonica.. a quando in Italia??


































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