E’ di questi giorni il richiamo dell’Authority delle Telecomunicazioni che ha chiesto a tutte le emittenti il rispetto del pluralismo e il richiamo è soprattutto verso i telegiornali: ‘Pur considerando l’incertezza durante la presentazione delle liste elettorali, si rileva un certo squilibrio dell’informazione sui telegiornali. Richiamiamo tutti al rispetto dei principi di completezza, correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento con particolare rigore nei periodi elettorali‘. Imparzialità e correttezza che però ‘cozzano’ con la realtà: secondo quanto pubblicato dal quotidiano La Repubblica, leggendo i dati del monitoraggio sui Tg, appare chiaro come a maggioranza e governo sia stata garantita su tutti i canali – Rai e Mediaset – una copertura in proporzione superiore a quella dell’opposizione. Questi i dati pubblicati: nella settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo, il Tg1 guidato da Augusto Minzolini ha concesso al Pdl il 30,5% dell’informazione politica. Sommato al 2,3% della Lega si sfiora il 33%. Dati che non contano le apparizioni di premier, ministri, presidenti di Camera e Senato, che tutti insieme arrivano intorno al 23%. Totale 56%. L’opposizione (Pd, Idv, Radicali, Sel, Udc) vanta invece un misero 18%, con il Partito democratico al 9%. Fa il pieno il presidente della Repubblica (16%), che nella settimana del balletto sul salvaliste è stato al centro del mondo mediatico. Nelle due settimane precedenti, dall’11 al 27 febbraio, i dati sono ancora più squilibrati: sul Tg1 il Capo dello Stato scende ad un più normale 5,4%, il premier sale 13,4% e i rapporti tra maggioranza ed opposizione sono del 69,5 a 18,5%. E anche il confronto tra il Pdl e il Pd è schiacciante: 30,4 a 9%. Tg2: settimana scorsa il Pdl ha occupato oltre il 33% dello spazio, il Pd il 12, con un rapporto totale tra maggioranza e opposizione 59 a 23%. Meglio di tutti i canali Rai il Tg3: dal 28 febbraio al 6 marzo la maggioranza ha preso il 50% dello spazio, il Quirinale il 16 e l’opposizione il 23. Dall’11 al 27 febbraio, fuori dal caos liste, l’opposizione arriva al 27%, con la par condicio sostanzialmente rispettata. Gli squilibri sono visibili anche quando le presenze delle cariche istituzionali (Berlusconi, Fini, Schifani, ministri e responsabili europei) sono conteggiate all’interno dei partiti di appartenenza: con questo metodo settimana scorsa sul Tg1 il Pdl ha occupato il 55,9% dello spazio contro il 16,5 del Pd, sul Tg2 siamo al 53,7 contro 19,5, sul Tg3 50 contro 20 (la Lega si porta su tutte e tre le testate il 4-5%). Sempre tenendo questo dato come bussola, governanti all’interno dei propri partiti, i telegiornali Mediaset mostrano uno squilibrio ancora più plateale. Ultima settimana al Tg4: Pdl 64,9%, Lega 7,1%, Pd 1,7%. Tg5: 60,9 Pdl contro il 13,4 del Pd. Studio aperto 57 a 17. TgCom 71,9 a 17,9. Le due settimane precedenti, sui canali del biscione, Silvio Berlusconi ha avuto la parola con picchi di 57 minuti sul Tg4, 41 sul Tg1 e un più sobrio 16 sul Tg3. Nella settimana clou per il caos liste, invece, su SkyTg24 Pdl e Lega hanno avuto il 55%, Pd-Idv-Radicali 35%. In questo caso par condicio perfettamente rispettata. Dati alla mano, pare dunque che l’unico Tg che rispetti la par condicio e soprattutto si riveli più imparziale è Sky Tg24. Pazzesco scoprire che il TG 5, una volta tra i migliori e imparziali telegiornali italiani (quando era alla guida di Enrico Mentana) batta persino Studio Aperto.. ma quest’ultimo più che un telegiornale è un’unica rubrica di gossip, quindi non ci si dovrebbe forse stupire di questi dati.