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Finalmente è arrivata la decisione della Commissione Europea: SKY potrà sbarcare sul Digitale Terrestre e potrà quindi partecipare a settembre all’assegnazione delle frequenze tramite asta che si terrà appunto tra meno di due mesi. Decisione presa dalla maggioranza  dei commissari (solo 4 contrari su 27) per favorire maggiore concorrenza anche sul Digitale Terrestre. SKY potrà dunque partecipare all’asta con alcune limitazioni: la prima, quella di non potersi veder assegnato più di un multiplex (che corrisponde fino a sei canali) e dovrà trasmettere in chiaro (senza contenuti a pagamento) per i primi 5 anni. La risposta di Mediaset non si è fatta attendere, annunciando ricorso alla Corte di Giustizia Europea: ricorso che difficilmente porterà ad un ribaltamento della decisione della Commissione Europea. Infatti a stretto giro è arrivata la risposta di Bruxelles che con Jonathan Todd, uno dei portavoce dell’esecutivo Ue, ha detto che la decisione della Commissione, da un punto di vista legale, è solida. Nonostante Sky abbia mantenuto una posizione forte sul satellite, con l’avvento del digitale terrestre il mercato della pay tv si è aperto a nuovi soggetti come Mediaset (con Mediaset Premiun) e Telecom (con Dahlia). Inoltre dal 2008 sul satellite, a fianco di Sky, è nata Tivùsat, la piattaforma di Rai, Mediaset e La 7 destinata ad andare a coprire quelle aree del Paese non raggiunte dal segnale del digitale terrestre. Importante sottolineare poi che su 21 multiplex del Dtt, ricorda Bruxelles, 16 sono già stati assegnati o stanno per esserlo e di questi sono 11 quelle in possesso dell’insieme di Mediaset, Rai e Telecom Italia. Nel caso dunque SKY riesca ad aggiudicarsi un multiplex alla prossima gara di assegnazione a settembre, i consumatori potranno solamente beneficiarne. Quello che fino ad oggi è stato un ‘duopolio’ RAI-Mediaset, tra qualche mese potrebbe vedere un nuovo e importante protagonista come terzo incomodo (quello che fino ad oggi non è riuscito ad essere La7 e gli altri canali del Gruppo Telecom Italia). Un terzo protagonista che oltre al già attivo canale Cielo, potrebbe vederne sbarcare di nuovi. Non resta dunque che aspettare Settembre e sperare che l’assegnazione delle frequenze tramite asta sia il più trasparente possibile. L’UE in ogni caso ha già detto che “sorveglierà” da vicino tutto il percorso di assegnazione.