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Anno 2009.. quando molte riviste e quotidiani cartacei falliscono o continuano a perdere lettori, ecco che qualcuno tenta  – con molti anni di ritardo rispetto alla versione americana (a sx la copertina) – di sbarcare in Italia con una rivista che dovrebbe (e ripeto dovrebbe) guardare al futuro. Si tratta di Wired Italia, che ha visto il suo debutto nelle edicole italiano lo scorso febbraio. Di solito sono molto restìo nel commentare il primo numero di una nuova rivista, perchè per il lancio si tende sempre a dare il meglio e così probabilmente è stato. Ma diamo un po’ dinumeri:

Debutto Febbraio 2009: 240 pagine, circa 80 di pubblicità (33% circa sul totale), bella copertina dedicata alla grande Rita Levi Montalcini. Marzo 2009: 180 pagine, oltre 40 di pubblicità, bella copertina soprattutto da “toccare”. Aprile 2009: 170 pagine, oltre 40 di pubblicità, copertina “standard” che non ha nulla più nulla meno rispetto a quelle di qualsiasi altro mensile italiano.

Considerazioni: se ne possono fare tante, di positive e negative, ma probabilmente quelle negative avrebbero la meglio. La rivista è indubbiamente bella, ma questo termine è esclusivamente riferito al solo aspetto grafico.. impaginazione curata, belle copertine (la seconda indubbiamente la migliore dei tre numeri fino ad ora pubblicati), per il resto, tanta, troppa pubblicità.. e nulla che un buon internauta non ha già letto su internet. Una rivista che forse sarebbe dovuta nascere in Italia un bel po’ di anni fa, ma non per questo da sconsigliare. Tutto questo non vuole dire necessariamente che Wired Italia è o sarà un flop.. rimane sempre una pubblicazione piacevole da leggere e sfogliare e che magari potrebbe conquistare tutti quegli italiani che vuoi il digital divide o vuoi altri motivi, preferisce informarsi ancora tramite la cara vecchia carta stampata. Di sicuro il prezzo di copertina (ben 4 euro!) non incentiva molto l’acquisto e calcolando l’abbondante dose di pubblicità contenuta all’interno, qualcuno in CondèNast potrebbe pensare magari di ridurlo. In alternativa, sbrigatevi e abbonatevi: il prezzo in questo caso scende miracolosamente a un euro a copia e state tranquilli per due anni! Dubbi: ma la pubblicità che viene fatta  (gratis??) a Radio Deejay sul terzo numero di Wired (vedi l’articolo dedicato alle applicazioni dell’iphone e nell’immagine dell’autoradio nella sezione dedicata  ai test/hi-tech) è un favore a Linus che collabora o ha collaborato alla rivista o è pagata?  Chissà.. Per quanto riguarda invece il portale Wired Italia, a voi le considerazioni.. confrontatelo con Wired.Com (la versione americana)..