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EU.jpgLa Commissione Europea ha inflitto una multa da 151.875.000 di euro per “un abuso molto grave della sua posizione dominante sul mercato della banda larga in Spagna”. Lo ha confermato oggi lo stesso esecutivo comunitario in un comunicato diffuso a Bruxelles, secondo cui gli abusi sarebbero durati per cinque anni. Telefonica – si legge nella nota di Bruxelles – ha imposto prezzi non equi, attraverso la riduzione dei margini fra il prezzo all’ingrosso applicato ai concorrenti e quello al dettaglio applicato ai clienti”. Così facendo, “ha indebolito i concorrenti, rendendo difficile la loro continuità e crescita sul mercato: sono stati costretti a telefonica.jpgsubire perdite per raggiungere i prezzi al dettaglio di Telefonica”. Il tutto, secondo la Commissione, a diretto svantaggio dei consumatori, che in Spagna “pagano il 20% in più della media Ue per l’accesso a internet a banda larga”. Con l’effetto collaterale che “la penetrazione della banda larga in Spagna è del 20% inferiore alla media Ue e la sua crescita quasi del 30% inferiore”. Secondo il commissario Ue alla Concorrenza, l’olandese Neelie Kroes, molti spagnoli hanno appunto “deciso di non pagare questo prezzo”, col risultato di una limitata diffusione della nuova tecnologia sul mercato iberico. La supermulta, ha indicato la Commissione, “dovrebbe disincentivare altri ‘incumbent’ da simili comportamenti” non solo sul mercato dell’accesso alla banda larga”, ma anche “nello sviluppo di nuovi servizi, soprattutto ‘triple pay’ (telefono, internet e Tv su banda larga). Bruxelles ha ricordato che dopo la decisione del 2003 di multare la francese Wanadoo (controllata di France Telecom con soli 10 milioni di euro per un abuso simile, “il mercato francese della banda larga è fra i più  competitivi d’Europa”. E Kroes ha anche fatto un’allusione a un effetto dissuasivo nei confronti di altre industrie di rete come quella dell’energia: “La decisione di oggi è un precedente importante per la valutazione di casi simili in altri settori, in particolare industrie di rete liberalizzate di recente o in corso di liberalizzazione, in cui gli operatori incumbent potrebbero cercare di sfruttare la loro posizione dominante”.